Bartolomeo de' Rossi scelse
con molta cura il luogo dove avrebbe fatto sorgere
la sua sontuosa dimora, ove dame, paggi e cavalieri
avessero la possibilità di passare ore di piacere
e di riposo, godendosi la deliziosa vita in campagna,
lontani dagli affanni della guerra.
La volle alle porte di Bologna, vicino al fiume
Reno, circondata da una ricca tenuta agricola, nella valle
sotto le ultime colline dell'Appennino ed il bel calanco, tante volte
dipinto dai pittori bolognesi.
Il Castello fu
costruito su due livelli in modo da avere una parte più soleggiata
ed una parte ombrosa e fresca, vicino al canale del Reno
che garantiva l'acqua per tutte le necessità del Castello
e del Borgo, che nacque lì vicino.
Il Castello ed il
Borgo erano autonomi, avevano tutto
quello che serviva: bellissimi raccolti, peschiere,
scuderie, stalle, frutteti, mulini e segherie.
Gli abitanti, curavano l'agricoltura e tutto ciò che
era necessario alla sua conduzione. Le loro case
- botteghe si affacciano ancora sulla
piazza del Borgo dominata dalla dimora padronale
e dalla Torre Colombaia.
E' difficile dimenticare il Castello così unito alla natura
circostante con i caldi colori della pietra e del cotto, con le sue
leggere volte a vela ed il suo grandioso e armonioso cortile d'onore.
Le corti, le sale, i
loggiati ariosi e le grandi finestre aperte
sulla campagna circostante e sul meraviglioso giardino
all'italiana asimmetrico, ci portano lontano nel
tempo e ci offrono una stupenda scenografia di spazi ampi
ed eleganti che si inseguono disegnando scorci suggestivi
su questa atmosfera magica.
L'elegante costruzione tardo-gotica fu terminata dai figli
di Bartolomeo, Nestore e Mino, nel 1500.
Personaggi famosi che vi hanno soggiornato a lungo: Giovanni
II Bentivoglio e la sua famiglia furono ospiti di gran riguardo,
poi nell'inverno 1506-1507 il Pontefice Giulio II venne
accolto con tutto il suo seguito tra suntuosi pranzi e festeggiamenti.
Altre furono le visite papali: Leone
X nell'inverno 1515-1516, Paolo III Farnese Pontefice del
Concilio di Trento, fu ospite nel 1543 del Conte Ludovico de' Rossi.
Ludovico de' Rossi va
ricordato per la gran cura con cui ripristinò il Castello
nelle parti danneggiate o distrutte nel 1527 dal
passaggio dai famosi Lanzichenecchi che anche qui
devastarono, uccisero e saccheggiarono.
Il figlio di Ludovico, il coltissimo Gian
Galeazzo, fu grande amico e benefattore di
Torquato Tasso e lo volle suo ospite nel 1586.
Alla fine del settecento Camillo
Turrini de' Rossi, eliminò l'antica Torre che
era posizionata sul lato del Castello e cambiò il giardino che
era adornato da rose, da piante di limoni ed aranci, trasformandolo
in un giardino all'italiana come era di moda in quel periodo.
Da Castello fortificato divenne il "Palazzo
de' Rossi" tramandato agli eredi fino
ai nostri giorni.